> L’applicazione delle tecniche di costruzione sostenibili nell’azienda Feudo dei Gelsi

 

Il concetto di sviluppo sostenibile rientra pienamente nel campo architettonico, in quanto nell’ambiente urbanizzato si svolge una serie di attività dispendiose dal punto di vista energetico che rappresenta, con le sue articolate implicazioni, un ostacolo alla conservazione del territorio naturale. Sistemi di produzione poco efficienti e una scarsa cultura del risparmio energetico, contribuiscono ad un elevato carico energetico degli edifici come ad esempio per il mantenimento dell’illuminazione, del riscaldamento e del condizionamento d’aria.

L’azienda Feudo dei Gelsi in pieno accordo con i principi di sostenibilità ecologica sviluppato nel corso degli ultimi anni dalle politiche europee, ha ritenuto opportuno progettare e realizzare lo stabilimento enologico secondo criteri innovativi che rappresentano una vera e propria filosofia costruttiva. Essa esprime una concezione di architettura moderna nota come bioarchitettura o architettura bioecologica, sorta come rilettura dell’architettura più classica e riletta in chiave più attuale, attenta alle esigenze dell’uomo ma allo stesso tempo equilibrata e rispettosa dell’ambiente, e che si è sviluppata attraverso l’intedisciplinarietà di vari campi della ricerca.
L’azienda Feudo dei Gelsi ha deciso di rivedere attentamente, secondo il punto di vista della sostenibilità, o bioecocompatibilità, i processi di produzione, realizzazione e gestione della componente costruttiva dello stabilimento enologico, nel contesto di un modello tecnico produttivo, che contempla anche la rivisitazione dello stile di vita e dei consumi.

In questa maniera l’imprenditore ha cercato di inserire ed integrare il più efficacemente possibile la realtà produttiva nel contesto collinare di Ramandolo, realizzando gli edifici lontano dalla zona più antropizzata ed industriale. Si è preferita l’ubicazione più razionale da un punto di vista delle esigenze energetico-produttive, collocando il corpo di fabbrica in cima ad un sito collinare inserito in una cornice paesaggistica di rara bellezza immersa in ampie superfici boscate che ricoprono l’orografia dei Colli Orientali. Di fronte all’imponente Monte Chiampon e al complesso del Monte Bernadia.

 

La bioarchitettura.

L’architettura bioecologica è definita come un approccio al progetto che assume come priorità la ricerca dell’armonia tra l’uomo e l’ambiente. L’ambiente viene concepito come sistema, le cui componenti vanno dall’insieme degli esseri viventi ai processi non viventi, dall’organizzazione sociale alla produzione tecnica, in questo contesto l’architettura vuole essere armonica con ciò che la circonda.
L’idea della casa come un microcosmo che produca e assorba sostanze ed energie parte da una concezione dell’abitazione come luogo di osmosi per cui ogni casa deve tramutatarsi in un soggetto ragionevole e attento alla gestione e all’uso delle risorse, senza dover rinunciarvi necessariamente.

La componente biologica dell’architettura riguarda la valutazione e il controllo della qualità del luogo e dei materiali da costruzione verificandone la salubrità o i rischi ad essi connessi a carico degli operatori edili e degli utenti finali ed è riferita in generale agli aspetti del confort e del benessere psicofisico degli abitanti. La componente ecologica riguarda il controllo del ciclo di vita degli edifici  dei materiali da costruzione allo scopo di contenere l’impatto ambientale delle fasi di produzione, di gestione e di dismissione degli organismi architettonici. Per una corretta progettazione occorre tenere conto anche dell’approccio definito bioclimatico, che prevede la massimizzazione delle risorse rinnovabili, il contenimento dei consumi e delle emissioni inquinanti. Da non dimenticare una armonizzazione dell’intervento con il circostante attraverso una corretta gestione delle risorse naturali del sito

In anni recenti l’Unione Europea ha approvato una direttiva che riguarda il settore edilizio: tra i diversi obiettivi vi è quello di un risparmio energetico che prevede una riduzione dei consumi del 15 %; l’aumento dell’utilizzo di fonti rinnovabili dell’8 % entro il 2005 e del 12 % entro il 2010; la riduzione progressiva delle emissioni di CO2 e di altri inquinanti; la riduzione del prelievo delle risorse (- 25 % entro il 2010, - 75 % entro il 2030, - 90 % entro il 2050); la riduzione dei consumi idrici e il miglioramento della qualità delle acque; la riduzione della produzione dei rifiuti e l’aumento del riciclaggio; l’incremento della biodiversità.
(Direttiva UE 2003/35, tratto da Progetti di architettura bioecologica, di Luca Berta, Marco Bovati).

 

Fasi preliminari del progetto

L’approccio bioecologico seguito per la realizzazione del Feudo dei Gelsi ha previsto, in fase di progettazione, diversi punti di analisi che hanno riguardato tutte le componenti implicate in maniera da ottenere una condotta progettuale secondo una visione globale. Per prima cosa si è fatta una lettura storico-ambientale del contesto che è consistito nella costruzione di una rete di relazioni complesse tra il progetto del nuovo e la storia del luogo, le forme degli insediamenti, i materiali e le tecniche tradizionali. Si è poi passati allo sviluppo di un’indagine geo-morfologica, il cui obiettivo è quello di rilevare le caratteristiche del sito indispensabili ad una corretta progettazione: le sue peculiarità di ordine geologico (tipo e natura del suolo, presenza di faglie o corsi d’acqua sotterranei, livello di radioattività naturale) e morfologico (forma e andamento dei rilievi, emergenze di carattere naturalistico o ambientale). 
E’ stato considerato inoltre uno studio mirato del clima locale per impostare correttamente un approccio bioclimatico e creare interazione tra i fattori climatici e gli spazi abitativi permettendo agli elementi naturali di penetrare in maniera controllata all’interno dell’edificio.
Infine si è proceduto ad un indagine delle problematiche ambientali, con lo scopo di valutare le componenti legate a specifici problemi locali che possono derivare da fattori inquinanti o alterazioni dei normali parametri ambientali (qualità dell’aria, dell’acqua dei suoli ecc.).

 

Sostenibilità dei materiali impiegati per la costruzione

Una corretta scelta dei materiali può limitare efficacemente i consumi e raggiungere elevati livelli di qualità ambientale introducendo concetti di sostenibilità.
Secondo questa concezione adottata dall’architettura naturale occorre seguire un certo criterio nella scelta dei materiali da costruzione che devono essere quanto più possibile ecocompatibili: il grado di sostenibilità è determinato in base alla riduzione ai minimi termini del suo impatto ambientale riferito all’intero suo ciclo di vita. In pratica un prodotto risulta tanto più sostenibile quanto minore è, da un lato, lo dispendio di energia, e, dall’altro, la produzione di rifiuti necessari per l’estrazione delle materie prime impiegate nella sua realizzazione, per i cicli intermedi di lavorazione, per l’imballaggio, il trasporto e la distribuzione, per l’applicazione l’uso e il consumo e l’eventuale suo riutilizzo o riciclo, e infine per la sua dismissione o smaltimento finale. Tale fenomeno di dispendio energetico più o meno marcato viene sottolineato nel caso di utilizzo di fonti energetiche non rinnovabili.
Vi è poi una forma di inquinamento indoor, dato dalla qualità dell’aria che si respira all’interno degli ambienti in cui si vive, dipendente dal grado di ventilazione degli ambienti confinati, e dalla presenza di sostanze tossiche volatili che derivano spesso da vernici e smalti usati per le finiture e per gli arredi.
Ecco che si è cercato di affrontare due diverse esigenze date dalla sostenibilità come il tema della componente ecologica (conseguenze ambientali dell’attività del costruire) e la componente biologica (conseguenze sulla salute e sul benessere delle persone).

 

Scelta dei materiali

Il progetto bioecologico è caratterizzato da due concetti fondamentali: la salvaguardia dell’ambiente perseguita per mezzo di un uso ragionevole delle risorse, attraverso il risparmio energetico da ottenere valorizzando i materiali offerti dal contesto e la necessità di produrre spazi abitativi in grado di garantire una condizione di benessere e di comfort. L’impatto del settore edilizio non ricade solo sulla natura, ma anche sull’uomo: la scelta delle tecnologie costruttive, dei materiali, dei prodotti per il trattamento delle superfici, la ventilazione, il ricambio d’aria, l’illuminazione, il riscaldamento ed il raffrescamento degli ambienti, sono fattori in grado di soddisfare le necessità di benessere fisico e psichico degli utenti degli edifici.
Tutti questi aspetti sono stati volutamente tenuti in forte considerazione in fase di progettazione e di scelta dei materiali, attraverso lo studio delle proprietà dei diversi materiali utilizzati in fase costruttiva. L’acciaio presenta la caratteristica di interferire con il campo magnetico naturale terrestre (gabbia di Faraday), di trasformarsi in un circuito di correnti vaganti e di amplificare gli effetti dell’inquinamento elettromagnetico. La scelta è stata indirizzata verso l’acciaio inox, che per la sua particolare microstruttura, presenta valori particolarmente bassi di permeabilità magnetica e perciò consente di eliminare le azioni di disturbo al campo elettromagnetico naturale.
I pavimenti della cantina e le altre superfici che presentano come base il calcestruzzo sono state trattate con un particolare impermeabilizzante protettivo, ecocompatibile e completamente atossico che ha la particolarità di fissare in maniera permanente tutte le micropolveri contenute nel materiale da costruzione, rendendo così gli ambienti abitati più salubri e sicuri. Il formulato di base, costituito da silicato di sodio, sigilla tutte le porosità del calcestruzzo formando una barriera chimica agli inquinanti esterni ed è compatibile tra un suo possibile contatto e l’acqua potabile.
L’impiego di materiali coibenti è stato pensato in un’ottica attenta al costo energetico degli stessi e di sfruttare risorse rinnovabili, ricercando elementi da utilizzare per l’isolamento delle diverse superfici dello stabile in grado di espletare alcune azioni e di possedere alcune proprietà quali la traspirazione, l’assenza di radioattività, l’assenza di prodotti protettivi e sintetici di origine petrolifera, la resistenza al fuoco, a muffe, funghi, insetti ed infine l’igroscopia (distribuzione uniforme dell’umidità). L’impiego  dell’eraclit, un isolante costituito da paglia e cemento, è stato mirato proprio per i fini sopra citati.
Molta attenzione si è prestata all’utilizzo mirato di un materiale importante nel campo bioedile come il legno che trova svariate applicazioni grazie alle sue eccellenti proprietà e caratteristiche: la leggerezza, la buona resistenza meccanica, la facilità di lavorazione, le buone caratteristiche di isolamento termica, la buona resistenza agli agenti atmosferici, proprietà igroscopiche (è in grado cioè di regolare l’umidità relativa degli ambienti), la non interferenza con il campo magnetico naturale e il non trascurabile aspetto che il legname rappresenta una risorsa rinnovabile. In accordo con le potenzialità applicative di questo elemento, l’azienda Feudo dei Gelsi ha utilizzato l’abete rosso come essenza legnosa nella realizzazione del solaio dello stabilimento enologico, del tetto dell’abitazione, come componente del rivestimento degli interni e come coibentante.
La struttura in legno del solaio e del tetto è stata trattata con prodotti moderni, di origine inorganica, tra i quali un innovativo impregnante atossico, inodore che ha la funzione di preservare le strutture abitative dagli agenti atmosferici e dagli inquinanti. La sua azione protettiva si basa sulla presenza nel prodotto, della silice attiva che assieme ad un catalizzatore reagisce con delle sostanze presenti nel legno, gli alcali,  creando una barriera isolante per l’acqua ed altri elementi depauperanti e aumentando così la shelf life del materiale vegetale.
Si è limitato sostanzialmente evitato l’uso di prodotti di origine petrolchimica, vernici ricche di formaldeide e solventi di provata tossicità; queste sostanze, infatti, una volta installate tendono a rilasciare composti volatili nei primi mesi dopo la posa e non sono necessariamente neutri per la salubrità delle persone.

 
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